Francesco Paolo Michetti, il pittore verista che fece del folclore popolare la sua principale fonte di ispirazione, si avvicinò alla fotografia intorno al 1871, dopo un viaggio a Parigi e iniziò a servirsene come valido supporto per fissare fisionomie ed ambienti ad uso pittorico.
I suoi tentativi più felici riguardarono il ritratto, in cui dimostrò una notevole capacità di analisi per la psicologia del soggetto. Tipico esempio ne è il suo ritratto giovanile, di concezione estremamente moderna tale da illuminarci in parte sul suo carattere. Il profilo è netto, ben delineato, la luce sapiente ed il contrasto bilanciato.
Notevoli sono anche alcuni studi fotografici per futuri quadri, come nel caso dell'offerta del 1896 in cui compaiono sua moglie e suo figlio in un piacevolissimo gruppo gruppo plastico.
Ma il vero e proprio salto qualitativo nella concezione e nella scelta delle tematiche si ebbe dopo il 1880, quando Michetti abbandonò decisamente l'idea della fotografia quale accessorio della pittura e si ebbe l'immissione sul mercato di apparecchi fotografici più maneggevoli.
Fu in questi anni che il pittore sviluppò l'idea del reportage, in relazione a quel folclore che aveva tanto amato.
È il periodo di maggiore interesse nella sua produzione fotografica.
Immagini come quella della processione di Casalbordino delle pellegrine con i ceri, fino alla splendida serie di fotografie scattate ad Acireale per la pesca dei tonni, vero esempio di documentario ad alto livello, ci rivelano le grandi capacità narrative ed il senso dello spazio fotografico di Francesco Paolo Michetti.
Michetti non tornò mai più a dipingere, nato come pittore, morì come fotografo

Tonnara, 1907, gelatina ai sali d'argento, cm 6x9
http://www.iccd.beniculturali.it/it/194/fondi-fotografici/3903/michetti
